Mi chiamo Davide Peretti, sono nato nel 1967 a Bologna dove vivo e lavoro.
Provengo da una famiglia in cui chi non fa il pittore è un caso raro: oltre a mio padre e un prozio paterno, mio zio, mio nonno e addirittura due prozii materni; tutti pittori! Sono quindi nato e cresciuto in mezzo a tele, pennelli, cavalletti, tavolozze e tubetti di colore, e così, naturalmente, ancor prima di parlare, mi sono trovato in mano una matita e, quasi senza volere, ho iniziato prima a scarabocchiare e poi a disegnare tutto ciò che c’era (e non c’era) attorno a me.
La scelta di fare il pittore, però, non è stata immediata: dopo il liceo Classico mi sono diplomato ad una scuola di “restauro dipinti su tavola e tela” a Firenze e ho svolto l’attività di restauratore per alcuni anni sia a Bologna che fuori.
Solo una decina di anni fa ho deciso di mettere da parte il restauro e dedicarmi alla creazione di quadri esclusivamente miei (scelta di cui sono molto felice).
Da alcuni anni insieme a mio padre, poi, organizzo corsi di disegno e pittura aperti a tutti coloro che si vogliono avvicinare a questo “linguaggio”, sia adulti che bambini. Negli anni 1996-1997, insieme, abbiamo insegnato disegno alle Collezioni Comunali d’arte di Bologna nell’ambito del progetto “Mano-Matita-Museo”.
Per affinare e migliorare il mio disegno ho frequentato per alcuni anni la scuola libera del nudo presso l’Accademia di belle arti di Bologna.

Credo che ogni pittore prima di potersi esprimere personalmente e liberamente abbia il dovere di studiare e copiare le opere dei pittori che ci sono stati prima di lui, i grandi maestri di ogni epoca, cercando di apprenderne e acquisirne la tecnica e i segreti e misurandosi costantemente con essi. E così ho cercato di fare per alcuni anni arrivando oggi a trovare una maniera pittorica che ritengo personale, nel tentativo di coniugare quella che è la tradizione pittorica figurativa con una ricerca materica di tipo informale.
Le tele, o per meglio dire, le tavole (legno, faesite, compensato) che dipingo hanno come punto di partenza il mondo reale, ciò che mi sta attorno e che i miei occhi vedono e percepiscono, ma, attraverso l’inquadratura, il colore e la materia pittorica cerco di trovare un punto di equilibrio tra una forma riconoscibile e una “non forma” in cui la materia a volte stratificata a spatola e pennello, a volte stesa in liquide velature e fatta colare, diventa assoluta protagonista a prescindere dal “soggetto” del quadro; dipingo così corpi, ritratti, paesaggi e nature morte cercando di trovare un punto di contatto, un filo comune che li possa unire e legare, e, al tempo stesso, fare diventare qualcosa di diverso e qualcosa di “altro”.
Discorso analogo si può fare per i disegni e per i lavori ad acquerello, in cui, non essendoci la possibilità di lavorare con una materia stratificata, la mia attenzione è focalizzata sulla possibilità che il segno a carboncino e la macchia di colore hanno di espandersi al di là dei contorni della forma rappresentata.

Per quanto riguarda le decorazioni, invece, ho un atteggiamento molto più ludico e giocoso: mi diverto così a progettare ed eseguire dipinti decorativi che hanno lo scopo di arredare, abbellire e, a volte, modificare lo spazio architettonico, sia interno che esterno, passando da un accentuato naturalismo con l’intento di ingannare l’occhio (Tromp l’oeil), ad altre cifre stilistiche e stilizzazioni di ogni genere.